Ferragamo, la famiglia compra 1,8 milioni di azioni in 20 giorni

Ferragamo

Ferragamo, la famiglia compra 1,8 milioni di azioni in 20 giorni: segnale di fiducia o difesa del titolo?

Negli ultimi 20 giorni su Salvatore Ferragamo (ticker SFER, ISIN IT0004712375) c’è stato un solo tipo di operazione insider: acquisti. Cinque operazioni, tutte riconducibili a Leonardo Ferragamo, per un totale di 1.835.684 euro, a fronte di zero vendite.

Il dato diventa interessante se lo si confronta con il prezzo. Il titolo sta scendendo, gli analisti tagliano le stime e il settore del lusso attraversa una fase difficile. Chi conosce l’azienda meglio di chiunque altro, invece, continua a comprare.

Gli acquisti insider su Ferragamo nel dettaglio

Data Controvalore
03/09/2026 889.439 €
08/09/2026 1.880 €
09/09/2026 106.283 €
15/09/2026 598.506 €
18/09/2026 239.577 €
Totale 1.835.684 €

A giugno gli acquisti attribuiti a Leonardo Ferragamo erano passati attraverso la società collegata Ferragamo Finanziaria, cioè la holding di famiglia. Leonardo Ferragamo è il Presidente del gruppo e, dopo l’uscita del CEO nel 2025, ha assunto anche responsabilità esecutive ad interim. Quando compra lui, compra in pratica l’azionista di controllo

Perché la famiglia Ferragamo sta comprando: quattro chiavi di lettura

1. Una strategia che va avanti da mesi

Gli acquisti di settembre fanno parte di un’accumulazione iniziata in primavera. Tra fine maggio e fine giugno la holding ha rilevato 672 mila azioni, circa lo 0,4% del capitale, investendo intorno ai 6 milioni di euro. A fine 2025 Ferragamo Finanziaria controllava il 54,276% del capitale e il 66% dei diritti di voto.

La differenza di prezzo conta. A giugno la holding comprava in area 10 euro, con un blocco pagato 10,34 euro per azione. A settembre compra tra 8 e 9 euro. La famiglia sta quindi mediando al ribasso: considera i prezzi attuali più convenienti di quelli di tre mesi fa. È il comportamento di chi ritiene la debolezza del titolo temporanea

2. Il patto con Peter Woo è scaduto e resta il nodo del 6%

Il 29 giugno 2026 si è chiusa un’alleanza durata anni. È scaduto il patto parasociale tra la famiglia Ferragamo e il veicolo dell’imprenditore di Hong Kong Peter Woo, secondo azionista con il 5,99% del capitale e il 3,64% dei diritti di voto

Ora quel 6% è “libero” e rappresenta un potenziale overhang, cioè un pacchetto che potrebbe essere venduto sul mercato. Il punto è stato sollevato dagli analisti di Intesa Sanpaolo: secondo loro gli acquisti della holding dimostrano impegno, riducono il flottante e dovrebbero sostenere il prezzo, nonostante le tensioni geopolitiche e il rischio legato alla quota di Majestic Honour.

In altre parole, se il socio asiatico decidesse di uscire, la famiglia ha tutto l’interesse a non lasciare che quel pacchetto affossi il titolo.

3. Buyback e acquisti della holding lavorano insieme

Agli acquisti della famiglia si somma il riacquisto di azioni proprie della società. Il programma prevede acquisti fino al 5% del capitale, per un massimo di 53 milioni di euro, e può essere eseguito fino al 22 ottobre 2027

Le due attività si sono sovrapposte proprio nelle settimane della tabella. Tra il 9 e il 14 settembre la società ha comprato 222.000 azioni proprie a un prezzo medio di 8,66 euro, arrivando a detenere il 2,21% del capitale.

C’è anche un effetto meno evidente. Le azioni proprie non votano. Ogni azione ritirata dal buyback aumenta quindi il peso relativo della holding in assemblea, anche senza che la famiglia spenda un euro.

4. Il timing: comprare sulla debolezza, prima dei conti

Gli acquisti più pesanti coincidono con giornate negative. Il 15 settembre il titolo ha chiuso in calo del 4,45% e lo stesso giorno la famiglia ha comprato per quasi 600 mila euro. Il 18 settembre Barclays ha tagliato le stime (ne parliamo sotto) e in quella seduta è arrivato l’ultimo acquisto

C’è poi una coincidenza di calendario da tenere presente. Ferragamo pubblicherà le vendite del terzo trimestre il 20 ottobre, dopo la chiusura dei mercati. Trenta giorni prima è il 20 settembre. Se la società applica anche ai dati trimestrali il periodo di silenzio previsto dal regolamento MAR, il 18 settembre era di fatto l’ultima finestra utile per comprare. Questa è una nostra ipotesi, non un dato ufficiale, ma spiegherebbe perché gli acquisti si fermano proprio lì.

Il contesto: conti in miglioramento, ma il mercato dubita

Sul piano dei fondamentali il 2026 ha dato segnali contrastanti.

I segnali positivi. Nel primo semestre il gruppo è tornato all’utile con 1,5 milioni di euro, contro una perdita adjusted di 16 milioni un anno prima. Nel secondo trimestre le vendite hanno raggiunto 259 milioni, in crescita del 4,6% a cambi costanti. Il bilancio è solido: la posizione finanziaria netta è positiva per 125 milioni e le rimanenze sono scese del 10,3%

I nodi ancora aperti. Il canale wholesale continua a soffrire, in calo dell’11,2% a cambi costanti nel semestre. Il primo trimestre aveva già mostrato quanto il mercato sia severo con il titolo: a maggio Ferragamo ha perso il 18,6% in una sola seduta, chiudendo a 6,61 euro

Le ultime stime degli analisti. Il 18 settembre Barclays ha previsto un terzo trimestre debole, con ricavi a 205 milioni (in calo del 4% a cambi costanti), frenati da Cina e wholesale. La banca ha ridotto il target price a 6,50 euro e confermato il giudizio Underweight. Nella stessa giornata anche Equita ha indicato di attendersi un rallentamento delle vendite nel terzo trimestre e ha tagliato le stime di Ebit.

Cosa può succedere all’azione Ferragamo

Partiamo dai prezzi. Nel 2026 il titolo ha toccato un massimo di 11,21 euro il 29 giugno e un minimo di 5,785 euro il 9 marzo. Il 18 settembre quotava 7,56 euro, dopo una chiusura precedente a 8,00. In meno di tre mesi ha lasciato sul terreno circa il 30% dai massimi

Gli effetti degli acquisti sul titolo

Una domanda strutturale. Tra holding e buyback c’è un compratore costante sul mercato. Considerando il limite del 5% e le azioni proprie già in portafoglio, la società potrebbe riacquistare in teoria altri 4,7 milioni di azioni circa. Questa domanda non impedisce i ribassi, ma tende ad attenuarli.

Meno flottante, più volatilità. Ogni azione che passa alla famiglia o alla società esce dal mercato. Con meno titoli in circolazione, anche ordini modesti possono muovere il prezzo in modo più marcato, in entrambe le direzioni.

La quota di Woo come variabile decisiva. Se il 6% fosse rilevato dalla famiglia o da un investitore di lungo periodo, l’overhang sparirebbe e il segnale sarebbe positivo. Se invece fosse collocato sul mercato con uno sconto, potrebbe creare pressione nel breve.

Tre scenari verso il 20 ottobre

Scenario positivo. Il terzo trimestre risulta migliore delle stime prudenti di Barclays e il retail tiene. In questo caso acquisti della famiglia e buyback potrebbero accompagnare il titolo verso la zona di 8,4-9 euro, dove si colloca il target medio degli analisti e dove la holding ha comprato a inizio settembre.

Scenario neutrale. I conti sono in linea con le attese ridotte. Il titolo resta in una fase laterale, sostenuto dagli acquisti ma senza catalizzatori per ripartire.

Scenario negativo. Il trimestre conferma il rallentamento in Cina e nel wholesale. Teleborsa individua in area 7,58 euro i possibili nuovi minimi di breve. Una rottura decisa aprirebbe spazio verso la zona 6,6-7 euro, cioè i livelli toccati dopo la trimestrale di maggio

La nostra lettura

Gli acquisti della famiglia Ferragamo sono un segnale significativo per tre motivi. Arrivano dall’azionista di controllo, sono ripetuti nel tempo e vengono fatti durante i ribassi, a prezzi più bassi di quelli pagati a giugno.

Ci sono però due limiti da tenere presenti. Il primo: un azionista di controllo compra anche per ragioni strategiche, come difendere la governance o assorbire l’overhang del socio uscente, e non solo perché si aspetta un rialzo. Il secondo: gli acquisti insider indicano una convinzione di lungo periodo, ma non dicono quando il titolo toccherà il minimo. Chi ha comprato a 10 euro a giugno oggi è in perdita.

In concreto, fino al 20 ottobre il titolo resterà legato soprattutto al dato sulle vendite del terzo trimestre. Gli acquisti della famiglia offrono un sostegno, ma non sostituiscono i numeri.

FAQ

Chi sta comprando azioni Ferragamo?
Leonardo Ferragamo, Presidente del gruppo, con ogni probabilità attraverso la holding di famiglia Ferragamo Finanziaria, come già avvenuto a giugno. Nello stesso periodo anche la società sta comprando azioni proprie nell’ambito del buyback.

Quanto ha investito la famiglia Ferragamo negli ultimi 30 giorni?
1.835.684 euro in cinque operazioni, senza alcuna vendita.

Gli acquisti insider significano che il titolo salirà?
No, non automaticamente. Indicano fiducia nel lungo periodo da parte di chi conosce meglio l’azienda. Il prezzo nel breve dipenderà soprattutto dai conti del terzo trimestre, in uscita il 20 ottobre.

Cosa succede alla quota di Peter Woo?
Dopo la scadenza del patto il 29 giugno 2026, la quota di circa il 6% non è più vincolata. Al momento non ci sono comunicazioni ufficiali su una sua cessione.

Questo articolo ha finalità informative e non costituisce una raccomandazione di investimento.

👉 I movimenti degli insider di Piazza Affari si possono seguire in tempo reale su SOS Insider. (che presenteremo in anteprima a Investing Roma 2026 iscriviti Gratis su www.investingroma.it

Ultime News

Resta
sempre aggiornato

Iscriviti alla newsletter

Torna in alto