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FTSE MIB in stallo da 76 sedute: cosa aspettarsi e 7 azioni da monitorare
Il FTSE MIB continua a muoversi senza una direzione chiara. Da 76 sedute l’indice resta nel trading range compreso tra 51.000 e 54.000 punti. La settimana si chiude con un rialzo dello 0,62%, che porta il bilancio da inizio 2026 a +15,4%. Eppure, cinque candele nere nelle ultime sei sedute raccontano un mercato in cui gli acquirenti faticano a mantenere il controllo.
La domanda per chi opera a Piazza Affari è semplice: l’indice troverà la forza per uscire dal rettangolo o tornerà verso il suo limite inferiore? I dati macroeconomici in arrivo potrebbero offrire un primo indizio.
FTSE MIB: i livelli che contano
Il rialzo settimanale non ha cambiato il quadro tecnico. Dopo settimane di alternanza tra recuperi e flessioni, l’indice è ancora intrappolato in una fascia di circa 3.000 punti: 54.000 è la resistenza da superare, 51.000 il supporto da difendere.
Finché i prezzi rimangono dentro questi confini, le accelerazioni di breve possono esaurirsi rapidamente. Per questo una rottura va valutata insieme alla chiusura di seduta e alla successiva tenuta del livello.

Calendario macro: gli appuntamenti dal 28 settembre al 2 ottobre
La prossima settimana mette alla prova le aspettative sui tassi d’interesse e sulla tenuta dell’economia:
- Martedì 29 settembre: negli Stati Uniti arrivano le offerte di lavoro JOLTS, un’indicazione sulla domanda di lavoro.
- Giovedì 1° ottobre: è atteso l’ISM manifatturiero americano. Da osservare anche le componenti relative a nuovi ordini e prezzi.
- Venerdì 2 ottobre: sono in programma la stima preliminare dell’inflazione nell’area euro e il rapporto sull’occupazione USA. Sarà la giornata potenzialmente più delicata per i mercati.
Non basta classificare un dato come «buono» o «cattivo»: contano la differenza rispetto alle attese e, soprattutto, la reazione dei prezzi dopo la pubblicazione.
Strategia operativa: pazienza finché il FTSE MIB resta nel range
Prima di aumentare l’esposizione, attendo una conferma dal mercato. Una chiusura sopra 54.000 punti, seguita dalla tenuta del livello, rafforzerebbe l’ipotesi di ripartenza. Una discesa sotto 51.000 punti aumenterebbe invece il rischio di una correzione più ampia.
All’interno del range preferisco contenere la dimensione delle posizioni, stabilire lo stop loss prima dell’ingresso ed evitare di inseguire ogni accelerazione intraday. Chi cerca operazioni su singole azioni italiane con prezzo d’ingresso, quantità e stop loss può approfondire Prime Time Trading.
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Azioni italiane da monitorare con il Ftse Mib in stallo
UNICREDIT mostra crescente forza relativa disegnando una Long white che testa la trendline ribassista scaturente dai massimi del 26 Agosto. Il supermaento di questo livello, potrebbe innestare una nuova accelerazione verso area 86€

STELLANTIS dopo aver toccato i minimi di periodo a 3.9235€ disegna una White Closing Marubozu con gli indicatori di breve in ipervenduto. Solitamente dopo questa configurazione assistiamo a un tentativo di rimbalzo

MEDIOBANCA si riporta a contatto con la resistenza chiave in area 29.2€. Una chiusura superiore a questo livello, fornirà un solido segnale di continuazione rialzista

MOLTIPLY dopo un violento sell off (-18% nelle ultime 5 sedute) mostra timidi segnali di reazione. Possibile un veloce tentativo di rimbalzo da questi livelli

Da seguire FERRAGAMO in quanto dagli Internal Dealig emerge che il Presidente Leonardo Ferravamo (anche attraverso la holding di famiglia) ha acquistato 1.835.684€ di azioni attraverso 7 operazioni realizzate fra il 3 e il 15 Settembre

DoVALUE rimane nel mirino dei ribassisti, come evidente nell’immagine elaborata da BIG SHORT HUNTER che fotografa le PNC (posizioni nette corte). Attualmente 9 investitori stanno vendendo allo scoperto il 7.8% del capitale

AMPLIFON è sceso del 23% circa negli ultimi 12 mesi e diventa fra i titoli più sottovalutati secondo InvestingPro. La Media dei 10 modelli di investimento utilizzati individua un Fair Value a 15.77€ con un Rialzo potenziale del 38.44%.

Secondo WarrenAI: Amplifon SpA (è interessante per valutazione e possibile recupero, ma oggi sembra più una scommessa di turnaround che un acquisto difensivo. La conferma arriverebbe da crescita dei ricavi, riduzione della leva e stabilizzazione tecnica.

