Il crollo della Juventus continua: Stellantis farà la stessa fine?

Il crollo della Juventus

Il crollo della Juventus continua: Stellantis farà la stessa fine?

Nuova iniezione di capitale per la Juventus. Il CdA ha approvato il bilancio al 30 giugno 2026, chiuso con una perdita di 66 milioni, e ha proposto un aumento di capitale fino a 250 milioni di euro. Exor, che detiene il 65,4%, sottoscriverà tutta la sua quota (circa 164 milioni) e garantirà anche l’eventuale inoptato. Ha già versato un anticipo di 60 milioni. L’assemblea che dovrà votare la delega è convocata per il 3 novembre all’Allianz Stadium.

Il crollo della Juventus continua

La cosa più pesante è che non si tratta di una novità. Con questa operazione la famiglia Elkann-Agnelli arriva a circa 800 milioni versati in sette anni, attraverso cinque ricapitalizzazioni. È anche il nono bilancio consecutivo chiuso in rosso.

Il mercato ha reagito male. Il titolo è arrivato a 1,58 euro durante la seduta, il livello più basso da giugno 2016. Per capire l’entità della discesa: a inizio anno la Juventus quotava 2,892 euro e il massimo annuale è stato 2,926 euro il 2 gennaio. Dai massimi di gennaio il titolo ha quindi perso quasi il 45%.

Strategia operativa dopo Il crollo della Juventus

Il quadro tecnico resta negativo. Il primo supporto è in area 1,612 euro, mentre la resistenza più vicina è a 1,797. Finché i prezzi restano sotto quella soglia, ogni rimbalzo va considerato solo un rimbalzo. Pesa anche la diluizione in arrivo con l’aumento di capitale. Chi non sottoscrive vedrà ridursi la propria quota, e chi sottoscrive deve mettere altri soldi in un titolo in trend ribassista.

Quanto pesano davvero Juventus e Stellantis in Exor

Qui arriva la sorpresa. Per la holding degli Agnelli la Juventus è una questione di cuore più che di portafoglio. Con una capitalizzazione vicina ai 777 milioni e il 65,4% in mano a Exor, la quota bianconera vale circa 500 milioni. È intorno all’1,5% del patrimonio complessivo (stima nostra).

Anche Stellantis, un tempo il pilastro del gruppo, oggi è quasi marginale. Al 30 giugno la partecipazione valeva 2,236 miliardi, pari al 6,3% del Gross Asset Value di Exor, contro 4,252 miliardi di fine 2025. Nel 2021, poco dopo la fusione FCA-PSA, pesava il 23,8%. Il vero motore oggi è Ferrari, che vale il 34,2% del portafoglio.
Exor, Stellantis scende al 6,3% del portafoglio: in cinque anni il peso si è ridotto di quasi quattro volte

Stellantis farà la fine della Juve?

Le differenze sono grandi. Stellantis non è un club che brucia cassa ogni anno, ma un colosso industriale in piena crisi di margini e quote di mercato. Exor sostiene il piano del management ma non ha voluto commentare possibili esigenze di capitale. È un silenzio che il mercato non ha apprezzato.

Come farsi pagare l’attesa su Stellantis

Chi crede che Stellantis sia vicina a un fondo, ma non vuole scommettere sul timing del rimbalzo, può valutare l’idea che abbiamo presentato nell’Idea della Settimana #52. Si tratta del certificato Marex Memory Phoenix Autocall (ISIN IT0006777707) che prevede una cedola dell’1% al mese se Stellantis resta sopra 2,315 euro alle date di osservazione..

Con Stellantis intorno a 3.95 euro, la barriera è circa il 40% più in basso e questo consente di comprare il certificato intorno a 960 (con un potenziale extra rendimento di oltre il 4%)

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