mercati finanziari continuano a mostrare una forza straordinaria, spingendo gli indici verso vette che non si vedevano da anni. Di recente, il FTSE MIB ha superato la soglia psicologica e storica dei 50.000 punti [03:30], un livello toccato in precedenza soltanto nel marzo del 2000 [06:11].
Tuttavia, dopo aver impattato contro questa importantissima resistenza statica [06:25], l’indice italiano ha subito una fisiologica flessione, accentuata dallo stacco dei dividendi da parte di ben 70 società (di cui 21 del paniere principale) [06:40]. Con un listino che viaggia ora intorno ai 48.600 punti [03:49] e l’imminente aumento della volatilità globale dovuto a market mover cruciali — come i dati macroeconomici USA e i risultati trimestrali di Nvidia [08:13] —, molti risparmiatori si pongono la stessa domanda: cosa fare adesso con il proprio portafoglio azionario?
Esistono tre strategie per affrontare questa delicata fase di mercato [06:54]. Scopriamole insieme, concentrandoci sulla tecnica preferita dagli investitori istituzionali: la copertura (o hedging) attraverso i certificati Turbo Short [08:55].
Le 3 Strategie per affrontare i Massimi di Mercato
Quando l’incertezza aumenta sui massimi storici (fase in cui, per definizione, chiunque abbia acquistato l’indice si trova in guadagno [07:40]), l’investitore retail si trova davanti a tre bivi:
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Mantenere la posizione (Approccio “Long” a oltranza): Ignorare i segnali di correzione di breve termine, confidando nel fatto che il trend primario rimanga integro e rialzista nel lungo periodo [07:06].
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Liquidare tutto il portafoglio: Vendere l’intero pacchetto azionario per capitalizzare i guadagni e incassare i dividendi [07:45]. Questa scelta comporta però tre svantaggi: il pagamento immediato del capital gain (pari al 26%) [17:03], il rischio che il mercato continui a salire senza di noi [16:57] e lo stress di dover azzeccare il perfetto momento di rientro.
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Congelare il portafoglio (Hedging): Adottare una strategia di copertura per neutralizzare l’impatto di un eventuale ribasso (drawdown), senza liquidare i titoli [08:00]. È la cosiddetta “terza via”, utilizzata regolarmente dai professionisti per immunizzare i propri asset durante le tempeste finanziarie [08:55].
Come funziona la Copertura con un Turbo Short
Il principio del hedging consiste nell’acquistare uno strumento finanziario derivato che si apprezza quando il mercato principale scende. In questo modo, le perdite generate dal portafoglio azionario “long” vengono compensate e annullate dai guadagni della posizione “short” [15:24].
Per questa strategia si rivelano particolarmente efficienti i certificati Turbo Short strutturati [09:42]. Prendiamo come esempio un certificato Turbo Short sul FTSE MIB con le seguenti caratteristiche:
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Prezzo del sottostante attuale: 48.585 punti [12:09]
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Livello di Strike / Knockout (Stop Loss): 50.343 punti [10:09] (posizionato poco sopra la resistenza chiave dei 50.000)
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Multiplo: 0,01 [13:14]
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Prezzo della Lettera (Offer): 0,1975 € [13:56]
Se il mercato dovesse avviare una correzione (ipotizziamo un drawdown del 10%), il valore delle nostre azioni diminuirà, ma il prezzo del Turbo Short salirà proporzionalmente (fino a circa 0,68 € nell’esempio analizzato) [14:34]. La combinazione dei due asset manterrà invariato il controvalore complessivo del patrimonio [15:32].
Quanti Certificati Acquistare? Il Calcolo Pratico
Per calcolare l’esatta quantità di certificati da inserire in portafoglio per sterilizzarlo al 100%, è necessario utilizzare un apposito modello matematico (solitamente strutturato su file Excel) che calcola il rapporto in base al capitale totale da coprire [10:27].
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Ad esempio, per coprire un portafoglio lineare da 1 milione di euro a fronte di un potenziale ribasso del 10%, il modello richiede l’acquisto di 205.825 certificati Turbo Short, per un controvalore di investimento iniziale di circa 40.000 € [14:46].
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Parametrando la cifra su un portafoglio più comune da 100.000 €, l’esborso per la copertura sarebbe di circa 4.000 € [14:54].
Nota: Se la correzione non dovesse verificarsi e il mercato continuasse a salire superando la barriera di Knockout (50.343 punti), il certificato Short si azzererebbe [17:25]. In questo scenario si perderà interamente il premio versato per la copertura (che funge da vera e propria “assicurazione”), ma tale perdita sarà ampiamente compensata dai massimi storici aggiornati dal portafoglio azionario principale [17:35].
Focus Titoli: Il caso Stellantis
Al di fuori dell’indice generale, molti investitori monitorano con attenzione singoli titoli in forte difficoltà, tra cui spicca Stellantis. Il titolo ha subito un drastico trend discendente, passando dai record storici sopra i 27 € di marzo 2024 fino ai minimi attuali [19:47].
Dal punto di vista dell’analisi tecnica, l’azione sta attraversando una prolungata fase di stallo e consolidamento [19:17]. Al momento non si registrano segnali chiari di inversione del trend ribassista [19:25]. I livelli chiave da monitorare per comprendere la futura direzionalità del titolo sono compresi nel range tra 5,30 € e 7,50 € [19:25]. Fino a quando le quotazioni rimarranno all’interno di questo canale laterale, il sentiment sul settore automobilistico rimarrà prevalentemente negativo, richiedendo massima prudenza da parte dei risparmiatori [19:32].
Conclusioni: I Vantaggi dell’Hedging sui Massimi
Adottare un approccio evoluto attraverso l’hedging permette di affrontare i mercati finanziari con estrema serenità, specialmente prima di eventi macroeconomici ad alto impatto (price sensitive) [18:07]. Proteggere il capitale senza dover liquidare i propri investimenti è la chiave per superare le fasi correttive senza incorrere in inefficienze fiscali e mantenendo intatta la strategia di lungo termine [16:46].
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